Collalto Sabino

collalto

35km, 55 minuti
Collalto Sabino è una delle nostre mete preferite, sia per l’atmosfera medievale che si respira, sia per il fascino dei suoi scenari naturali.
Il paese è inerpicato a 1000 metri sul livello del mare al centro della riserva naturale dei monti Navegna e Cervia, ed è considerato uno dei borghi medioevali più belli e intatti d’Italia.
Una fortezza spettacolare del XII secolo, con tanto di ponti levatoi e merlature, domina tutta la regione con una vista a 360 gradi, che spazia dalla valle del Turano, al Gran Sasso, al Terminillo e alla Maiella.
Per questa sua posizione strategica la fortezza è stata un avamposto militare importantissimo nei secoli, al confine tra lo Stato Pontificio e il Regno di Sicilia.
La notte, dopo aver cenato con fettuccine al tartufo e ravioli con ricotta di capra, dal belvedere potrete godere un panorama ampissimo, punteggiato dalle luci di 34 paesini incastonati tra i monti.
Intorno alla fortezza, camminando tra gli stretti vicoli in selciato, potete ammirare i bei portali in pietra delle abitazioni, da cui spesso arriva un particolare profumo, come di caramello: sono le mele selvatiche del luogo, che vengono cotte per alimentare gli animali delle fattorie.
Nel borgo c’è la bella fontana ottagonale in piazza della Podesteria e poco fuori dalla cinta muraria la Chiesa della Madonna della Speranza.
La cappella fa parte di una costruzione più ampia nota come Villino Latini, famoso anche per i suoi giardini all’italiana. La cucina di Collato Sabino è povera, fatta di ingredienti semplici preparati in maniera gustosa.
Oltre alla pasta fatta in casa, provate i primi piatti come gli “gnucchitti con le fave e le sagne”, e i secondi a base di carne, come il cinghiale in umido con patate.
Buonissimi la “pizza ‘de ‘nfrasco” (pane o pizza fatti con farina di grano e mais) cotta sotto la brace, i “ciammiglitti co’ ju gélo” (ciambelle all’anice ricoperte di sciroppo caramellato), le pastarelle con le nocchie e i frascarelli sabinesi, ottenuti da un impasto di farina e acqua passato alla grattugia o tirato a sfoglia e poi setacciato. Il nostro piatto preferito? La zuppa di fave.

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