Una casa molto vissuta

Quando negli anni ‘50 i miei nonni materni decisero di metter su una grande famiglia, scelsero di vivere qui, affascinati dalle grandi mura di questo antico fabbricato illuminato dal sole e circondato da una natura selvaggia e dolce, piena di ulivi, di querce e di fiori. Il Castellano era a quei tempi un grande edificio diroccato, ricostruito verso il ‘500 sulle rovine delle terme dell’antica città romana di Trebula Mutuesca. Al centro era cresciuto un enorme fico, perché il tetto era crollato da anni. C’era molto lavoro da fare per restaurarlo, ma Alessandro e Annamaria si innamorarono della vista a perdita d’occhio sulla valle, dell’aria fine, del senso di felice armonia tra la storia millenaria del posto e una natura generosa e incontaminata. Qui è cresciuta mia madre e i suoi sette fratelli, che poi sono andati ad abitare nel convento francescano e nelle altre case sulla collina difronte. Giovanna e Guido, i miei genitori, hanno di nuovo restaurato la casa negli anni ’90, portando mobili, libri, quadri e tanti oggetti dei loro viaggi; e qui ho passato da allora lunghe vacanze di gioco e avventura con i miei fratelli, i tanti cugini, gli amici. Oggi i campi intorno sono diventati un immenso giardino verde ombreggiato da ciliegi, coperto di margherite e di fiori.  Lo curiamo noi stessi con fatica e piacere, insieme all’orto, agli albicocchi, alla vigna, ai noccioli, alle centinaia di ulivi. Amiamo davvero molto questo luogo, bellissimo in tutte le stagioni, e ci piace condividerlo con chi ha voglia di scoprirlo, viverlo e amarlo come noi. Benvenuti a Castellano. Giacomo

 

famigliafind_white_120x90

back